sabato 19 maggio 2012

Sensi ed emozioni, lezione 2


Lezione sul senso del tatto, percezione delle differenze tra superfici e oggetti, uso del tatto per esplorare l'ambiente.

Per questa lezione è necessario costruire una roulette tattile: si tratta di un cerchio da hula-hop a cui sono fissati una ventina di spezzoni di filo, tutti diversi l'uno dagli altri;questo cerchio viene sollevato da terra con un manico di scopa in modo che i giocatori ci possano finire in mezzo.





Preparazione della lezione.

In un sacco sono poi contenuti altri spezzoni di filo che corrispondono a quelli sul cerchio. Si prendono due soggetti(che gareggiano l'uno contro l'altro), si bendano e gli si fanno pescare due spezzoni di filo dal sacco(uno a testa). Poi, li si posiziona sotto la "roulette tattile" ed il primo dei due che individua il filo uguale a quello che ha in mano vince. Procurarsi anche delle forcine per capelli.
Obiettivi della lezione.
Indagine sul senso del tatto e sulla sua capacità di scatenare emozioni. Sembra ingiusto che il tatto sia sempre elencato dopo gli altri quattro sensi e liquidato come "il quinto senso", particolarmente se consideriamo che si può dire che il tatto ne include già cinque al suo interno:il meccanismo per registrare dolore, calore, freddo e pressione e, anche, al livello fisico più semplice, il contatto fisico con gli oggetti.

Racconto della lezione.

Inizialmente abbiamo giocato con la roulette tattile(tutti hanno partecipato) e, alla fine del gioco, abbiamo cercato di trarre qualche conclusione dalla nostra esperienza. In questo caso il senso del tatto ci ha procurato un divertimento, ci ha fatto stare bene. Mi sono soffermato sui tipi di corde che pendevano dal cerchio, cercando di portare l'attenzione degli allievi sul fatto che c'erano corde molto simili tra di loro(che hanno tratto in inganno) e corde molto diverse(più facili da individuare). Ho chiesto solo se intuivano perché alcune fossero più "facili" ed altre più "difficili" e la risposta(i due o tre che hanno azzardato una risposta, sottolineo), hanno individuato nella conformazione della corda la soluzione. Corde intrecciate, pelose, molto lisce o molto ruvide sono facili da individuare e riconoscere, corde che differiscono tra di loro solo per il diametro sono invece difficili da riconoscere. Probabilmente è perché nel caso di corde "caratterizzate" le informazioni che arrivano al cervello attraverso le terminazioni nervose sono molte di più di quelle che arrivano nel caso si tasti una corda con pochi attributi.

Da qui siamo partiti per un viaggio attraverso le varie caratteristiche del tatto.

Abbiamo visto come il tatto sia indispensabile ai non vedenti per esplorare il mondo che li circonda, abbiamo valutato come la mano aperta, a seconda dell'energia che accompagna il movimento, possa diventare una carezza(sensazione piacevole) o uno schiaffo(sensazione spiacevole). E ancora il solletico(che ci fa ridere, emozione positiva), o le "torture"(paterne e materne) che stimolano ancora una volta il solletico ma che ci fanno sentire bene.
Infine, come veri scienziati, abbiamo cercato di capire se il nostro corpo "sente" tutto alla stessa maniera, oppure no.


Esperimento delle zone tattili.

Se più terminali nervosi tattili(li abbiamo chiamati "i sensori della pelle") sono raggruppati in un punto del nostro corpo, va da se che quella sezione sarà più sensibile nel rilevare lo stimolo tattile. Ho preso una forcina per capelli(di quelle con le estremità coperte di gomma) e ne ho separato le punte di circa 2, 5 CM. Poi ho chiesto al mio soggetto(ah, scusate, l'esperimento lo hanno fatto tutti gli alunni) di chiudere gli occhi ed ho premuto le due punte, simultaneamente, sul retro dell'avambraccio(vedi illustrazione). A quel punto ho chiesto:"ti stanno toccando una o due punte?". Quasi tutti hanno risposto "una". Succede perché sul retro dell'avambraccio i terminali nervosi sensibili al tocco sono a grande distanza l'uno dall'altro e quindi la sensazione è di un unico punto di contatto. Poi ho avvicinato le punte della forcina sino a 1 - 2 mm l'una dall'altra e le ho appoggiate su di un polpastrello: sorprendentemente il soggetto ha sentito due punte. Questo succede perché i terminali tattili delle dita sono densamente distribuiti, ancora più sensibili sono le labbra e la punta della lingua, dove possono essere distinti punti separati da meno di un millimetro. D'altra parte collo e schiena sono così meno sensibili da distinguere con difficoltà punti distanti anche più di 6 centimetri.


Andando avanti ho variato l'esperimento: ho riaperto la forcina come prima(2,5 cm di spazio tra le punte), ho fatto chiudere di nuovo gli occhi, ho appoggiato entrambe le punte sulla parte interna del gomito e ho fatto scorrere le due punte lungo l'avambraccio, sul polso, sul palmo, fino a raggiungere i polpastrelli di medio e anulare. Intanto ho chiesto al soggetto cosa provava. Quello che ho potuto "tradurre" dai racconti dei bambini è che il percorso della forcina inizia e se ne sente solo una di punta, poi, man mano che le punte avanzano verso la mano c'è come uno sdoppiamento e una separazione(direi una divaricazione) delle punte. Nel disegno indico con il tratteggio il vero percorso delle punte, e con la linea piena il percorso percepito dalla maggior parte dei soggetti.


Abbiamo poi testato altri modi di verificare le differenze di sensibilità. Ho diviso gli alunni a coppie, uno interpreta lo scrivano, l'altro il foglio(poi si cambieranno i ruoli). Il "foglio" chiude gli occhi e apre la mano, palma in su; lo scrivano scrive(con una matita a punta arrotondata) delle grandi lettere sul palmo della mano del "foglio"; il "foglio " deve riconoscerle. Questa è la fase difficile per il "foglio", probabilmente ne riconoscerà solo alcune. Poi lo scrivano passa a scrivere sui polpastrelli del "foglio" e la situazione cambia. Saranno molte di più le lettere riconosciute, grazie alla maggiore presenza di recettori.

Collegata a questa lezione è quella dello Squalo Giacomino.(vedi)






















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