martedì 12 giugno 2012

Sensi ed emozioni lezione 3


Lezione sul senso dell'udito:suoni, percezione soggettiva degli stessi.




Preparazione della lezione.

Servono degli strumenti che producono suoni precisi: il fischio del treno, il tuono, il canto di un uccellino, il verso della gallina, il ronzio delle api, il verso della mucca. Procurarsi anche un palloncino e uno spillo e parecchi pezzi di spago lunghi 1, 5 mt. circa.

Obiettivi della lezione.

Analizzare il senso dell'udito, comprendere quali sensazioni ed emozioni ci comunica. La percezione uditiva è un fenomeno complesso, in cui le caratteristiche fisiche del suono ricevuto, quelle fisiologiche dell'orecchio, e l'attività del cervello interagiscono in modo sottile. In queste pagine vogliamo mostrare come la percezione uditiva non debba essere considerata una immagine fedele del suono ricevuto, ma piuttosto una sua complessa (e non così fedele) elaborazione.

Racconto della lezione.

Quello che ho cercato di fare con i ragazzi è stato di suggestionarli con dei rumori e chiedere loro che sensazioni avessero provato. Inizialmente avevo progettato questa lezione basandomi su dei pezzi musicali e sul loro ascolto; mi sono però reso conto che c'erano due ordini di problemi: la "copia" e la "cultura". Partiamo dal secondo: la cultura gioca un ruolo fondamentale nell'ascolto della musica, culture differenti ascoltano e apprezzano musiche differenti. L'età è un altro fattore culturale che influenza la percezione di un "pezzo", a volte anche i ricordi, associati ad un particolare pezzo. La "copia" invece è la fastidiosa tendenza dei bambini a copiarsi tra di loro: se questa musica piace a lui(lei), allora piace anche a me, a quel punto i miei dati sarebbero stati falsati. Queste due considerazioni(non so se valide, ma io le ho ritenute tali), mi hanno indotto ad operare con semplici rumori.


Ho iniziato quindi facendo esplodere (di nascosto) un palloncino e registrandone le reazioni. Alcuni soggetti si sono spaventati, altri sono restati indifferenti, altri ancora hanno riso; bellissimo: lo stesso rumore, percepito nella stessa maniera, genera emozioni differenti. Poi ho chiesto ai bambini e alle bambine di chiudere gli occhi e di dirmi cosa provavano ogni volta che sentivano uno dei suoni che gli proponevo. Ho iniziato chiedendo loro di immaginarsi in una stanza buia ed ho fatto partire il fischio di un treno a vapore(c'è un fischietto in legno che serve allo scopo). La maggior parte di loro ha risposto che era stupito(stupita), perché un treno non può entrare in una stanza. Ho proseguito chiedendogli di immaginarsi in classe(facile), in una giornata d'estate, con le finestre aperte. A quel punto ho fatto partire lo strumento che riproduce un ronzare d'api e qui le reazioni sono state di 3 tipi: chi non ha capito che suono fosse(il cervello non l'ha interpretato, forse perché non lo conosce), chi si è detto spaventato(il cervello ha ricollegato il rumore a qualcosa di pericoloso), chi ha provato fastidio(il cervello ha ricollegato il rumore a qualcosa di fastidioso). Anche in questo caso lo stesso rumore è stato interpretato in maniera differente, generando emozioni differenti. Ho continuato fingendo di essere in classe, d'estate, e ho proposto il canto di un uccellino, il muggire di una mucca e il chiocciare di una gallina.


Il cinguettio ha generato(per la maggior parte) reazioni di piacevolezza, il verso della vacca di riso(cosa ci fa una mucca nel cortile della mia scuola?), mentre la gallina non è stata riconosciuta(e qui mi chiedo: perché lo strumento che serve a riprodurne il verso l'ho usato male o perché i bambini non conoscono il verso della gallina se non nella versione da cartone animato, per altro molto dissimile dall'originale?)

Al termine di questa tornata di esperimenti ho cercato di "tirare le somme" e mi sembra che ci siamo riusciti: ogni suono viene percepito da ognuno di noi in maniera diversa e genera emozioni diverse, probabilmente è per questo che esistono tanti tipi di musica diversa.

Ho poi proseguito con l'esperimento dello spago-tuono.

L’esperimento si fa uno alla volta. Uno dei due (lo chiameremo “uditore”) mette le mani sulle orecchie, mentre il secondo (“lo chiameremo “spaghista”) gli fa passare sopra le mani il pezzo di spago, poi gli si mette davanti. Con una mano regge lo spago bello teso mentre con l’altra pizzica le corde (suono di contrabbasso), le percuote (suono di tamburo) o le sfrega con le unghie (rombo del tuono). Poi uditore e spaghista si cambiano i ruoli.






Il rumore che ne deriva è stato interpretato in diverse maniere: il rumore di un tuono, la pioggia, un terremoto, un vulcano che erutta, uno spavento, una tempesta, un temporale, a turbolenza dell’aria di una macchina in corsa, un camion su una strada sterrata, il mare, un treno, una macchina da corsa, la grandine che cade.

Come possiamo notare, ancora una volta, stesso rumore, interpretazioni ed emozioni diverse.

Alla fine ho chiesto quando un fischio può generare una emozione molto positiva per alcuni e molto negativa per altri e un bambino ha risposto correttamente: "quando l'arbitro fischia un calcio di rigore". I tifosi della squadra che lo subisce sono arrabbiatissimi, mentre quelli della squadra a cui viene concesso sono felicissimi, eppure il suono è lo stesso....




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