mercoledì 25 settembre 2013

Esperimenti con le Leve 1 - L&L ovvero Lippa e Leve

Disegno di Annamaria Minelli


Ho due confessioni da fare: la prima è che non ci ho mai capito niente di leve, a scuola. Vedevo sui libri immagini di altalene, carriole, schiaccianoci, ma non capivo mai che cosa c'entrassero quegli aggeggi con le leve. La seconda confessione riguarda il fatto che sono un appassionato di lippa:ci gioco, propongo partite ai miei allievi durante l'intervallo, qualche volta partecipo anche a competizioni ufficiali(piazzamenti orrendi). Cosa c'entrano questi due fatti tra di loro? Beh, attraverso la lippa e solo pochi anni fa, ho scoperto come funzionano le leve(alcune)  e qui di seguito voglio raccontarvi la mia esperienza.


Non vi starò a dilungarmi su notizie storiche o regolamenti sulla lippa, c'è chi lo ha fatto molto meglio di me

http://www.associazionegiochiantichi.it/Giochi-tradizionali/Famiglia-della-lippa.aspx

http://it.wikipedia.org/wiki/Lippa_%28gioco%29

http://www.agaverona.it/s-cianco/lippa.php

per cui vi consiglio vivamente una visita ai link suggeriti; sappiate però una cosa importante, ovvero che il gioco della lippa dà dipendenza: se si inizia a giocare è difficile smettere perché è un'attività appassionante, che si fa con niente(due pezzi di legno) e in qualsiasi posto si voglia giocare(i campi di gioco sono sempre improvvisati).
Sinteticamente lo scopo della sfida tra due squadre è quello di colpire un pezzo di legno corto con un pezzo di legno lungo, farlo alzare in verticale per poi colpirlo di nuovo e mandarlo lontano, anzi, il più lontano possibile... E chi va più lontano vince, facile no? Beh, non così facile come sembra.

Direi innanzitutto di iniziare ad analizzare gli strumenti di gioco dal punto di vista tecnico: abbiamo un bastone lungo 50 centimetri e del diametro di 4 (detto generalmente “manico”) e un pezzo più corto, lungo circa 15 centimetri, stesso diametro(detto lippa), quest'ultimo assimilabile (come forma) a quella di due coni attaccati per la loro base(le misure sono indicative).
  
La lippa è generalmente posizionata a terra e viene colpita ad una delle sue estremità in modo da farla alzare in verticale(il movimento in verticale è accompagnato da  un movimento rotatorio della lippa stessa).

E che ci crediate o no vi ho appena descritto  il funzionamento di una leva. Se osserviamo lo schema qui sotto, infatti, individuiamo un fulcro(ovvero il punto di appoggio della leva), una  resistenza (ovvero la lippa stessa) e una potenza(ovvero il punto in cui il bastone colpisce la lippa). 





 Analizzando  tutto il sistema, da un punto di vista fisico, abbiamo una leva di primo genere.
Bene, d'accordo, ma per adesso la nostra lippa si è solo alzata in verticale, adesso bisogna mandarla il più lontano possibile. Ed ecco che il braccio(umano) che impugna il “manico” ruota velocemente impattando il pezzo di legno grande con il pezzo di legno piccolo  per scagliarlo lontano: incredibile! Ecco un'altra leva!

Il fulcro infatti è a livello del polso del giocatore, la potenza è data dalla mano che stringe il bastone e che lo fa muovere in avanti  e la resistenza è la lippa stessa quando colpisce il bastone. Si tratta(nella condizione ideale sopra descritta) di una leva di terzo genere.
Si, è vero, non ve l'ho detto prima, ve lo dico adesso, le leve vengono divise in 3 classi: leve di primo genere, leve di secondo genere, leve di terzo genere. Il fatto di appartenere ad una classe piuttosto che ad un'altra dipende da dove sono posizionati il fulcro, da dove viene esercitata la potenza e da dove si trova la resistenza. Qui sotto ho ridisegnato uno schema semplice dove si vedono le posizioni di fulcro, resistenza e potenza a seconda del tipo di leva, c'è anche qualche esempio di dove trovare questo tipo di leve in oggetti quotidiani a parte, naturalmente, la lippa.

La leva è uno strumento che serve per risparmiare fatica o, come direbbe un fisico, una macchina che serve a compiere un lavoro impiegando meno energia.







 


Un grazie a Ferruccio per la preziosa consulenza.

1 commento: